Civitavecchia
l suo nome originario era Centumcellae, la cui fondazione, come porto dotato di numerosi magazzini, risale al 106 d.C. per volere di Traiano. Devastata nell’828 dai saraceni, venne abbandonata dagli abitanti, che si trasferirono nelle selve vicine fondando la città di Leopoli e nell’889 vi fecero ritorno mutandone il nome in Civitas vetula. Divenne parte dello Stato Pontificio nel 1431, quando assunse il ruolo di porto di Roma e di base della flotta pontificia. Risalgono a quell’epoca le opere di fortificazione del porto e dell’arsenale. Fu gravemente danneggiata dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Presso il porto si erge il cinquecentesco Forte Michelangelo, progettato dal Bramante, continuato da Antonio da Sangallo il Giovane e ultimato da Michelangelo. Nel Museo archeologico, ubicato in una palazzina settecentesca, si conservano reperti dell’età del Ferro e dei periodi etrusco, romano e medievale.
Nella darsena romana si trovano i resti dei magazzini del porto traianeo. Altre testimonianze archeologiche sono le cosiddette Terme Taurine, resti di una villa romana imperiale, destinata in particolare all’uso delle locali acque termali. Fiorente scalo mercantile di Roma e base per pescherecci e navi passeggeri dirette in Sardegna,
Civitavecchia è sede di industrie petrolchimiche, alimentari, metalmeccaniche e del cemento.

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