La Palude di Torre Flavia
L’attuale area di Torre Flavia rappresenta l’ultimo tassello temporaneamente umido che faceva parte della più ampia palude di Campo di Mare estesa, fino ai primi anni ‘60 per alcune decine di ettari. Oggigiorno il territorio si presenta come un susseguirsi di piccole depressioni che stagionalmente si riempiono d’acqua, grazie all’affioramento della falda costiera sottostante, all’apporto delle acque dolci dell’entroterra e delle piogge invernali. Il variare della salinità dell’acqua ha generato una vegetazione tipica delle zone salmastre, come la salicornia, simbolo dell’oasi, l’orzo marittimo ed il limonio. L’area più interna, allagata per buona parte dell’anno e, con acqua meno salmastra, è coperta dalla cannuccia di palude, dal giglio d’acqua e da varie specie di tifa. La fauna trova la sua massima espressione negli uccelli, che qui trovano l’ambiente ideale sia per lo svernamento che per la sosta durante le migrazioni. Nell’area maggiormente allagata troviamo sia gli aironi (cenerino, bianco maggiore, rosso) che le anatre tuffatrici (tuffetto e svasso) e di superficie (germano reale, mestolone). Sui prati salmastri troveremo, invece, piccoli trampolieri, come il fratino o il corriere piccolo e, soprattutto, il cavaliere d’Italia, splendido limicolo dalle lunghe zampe rosse.

Catamarani


























