Storia di Ladispoli
Il nome di Ladispoli (città di Ladislao), deriva da colui che è ritenuto il suo fondatore, il principe Ladislao della nobile famiglia degli Odescalchi, originaria di Como, trasferitasi a Roma per l’elevazione al soglio pontificio di Benedetto Odescalchi (Papa Innocenzo XI).
La storia della famiglia s’intreccia con quella locale quando il 21 marzo del 1693 don Livio I acquistò la signoria di Palo, antico feudo degli Orsini. Tale zona corrisponde all’antica Alsium, in epoca etrusca porto della città di Caere (l’odierna Cerveteri), che divenne poi colonia romana. E’ ricordata nelle fonti letterarie come luogo di villeggiatura della nobiltà al tempo della repubblica ma soprattutto in epoca imperiale, come testimoniano i resti della Villa di Pompeo in zona San Nicola, i resti della Villa romana nei giardini della Posta Vecchia e i reperti trovati all’interno del borgo di Palo. Il porto di Alsium, citato per la prima volta da Cicerone, fu distrutto sotto l’assedio del generale Totila e ne rimangono pochissimi resti sotto i bastioni del Castello di Palo: una vasca rettangolare, probabilmente una peschiera. Il Castello che risale al 1500, sorto su un sito fortificato d’età medievale sembra derivare il suo nome (Palus) dalla presenza di paludi molto estese nella zona circostante: qui hanno soggiornato Francesco Orsini, papa Alessandro VI (Borgia), Felice Orsini Della Rovere ed i papi Paolo III e Sisto V, i cardinali Flavio e Virgilio Orsini. Dopo l’acquisto da parte degli Odescalchi, attuali proprietari, il maniero fu venduto al duca Grillo di Genova ed al marchese Carlo Loffredo di Treviso, ma nel 1870 tornò agli Odescalchi. Da questa sede assicurarono poi gli interessi delle proprietà delle loro campagne, cedute a mercanti affittuari, i quali reclutavano per il lavoro dei campi butteri bifolchi e guitti che, assoldati da sensali nelle Marche, Abruzzo e Ciociaria e nei villaggi della Maremma come braccianti agricoli stagionali, erano divisi in “compagnie”, secondo la regione di provenienza e alimentati con polenta al peperoncino. La Signoria di Palo con atto del 18 giugno 1881 venne attribuita a don Livio III, il quale con atto di donazione del 23 gennaio 1884 la concesse al secondogenito Ladislao. Il principe scelse come luogo di residenza il Castello di Palo attorno alle cui mura si erano venuti, come a cercare protezione, pescatori, artigiani, contadini e pastori. Era il 1888 quando il principe decise di sbarazzarsi degli abitanti di Palo e dei villeggianti che in estate arrivavano con il treno fin sotto al Castello. Il principe Ladislao istituì un consorzio insieme all’ingegner Vittorio Cantoni, lottizzando la striscia di terra tra i due torrenti Vaccina e Sanguinara… nasceva così Ladispoli.

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